Il Potere della Gentilezza - Salvatore Briffi Psicologo Fidenza
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Alla scuola materna un bambino portava sempre due fazzoletti. La maestra gli chiese perchè: “Uno è per soffiarmi il naso; l’altro per asciugare gli occhi di quelli che piangono”.

Tu li porti i fazzoletti?

 

La gentilezza è un linguaggio universale. È il modo con cui esprimiamo la nostra consapevolezza di essere tutti compagni di viaggio in questo mondo. La cosa eccezionale è che  può essere compresa da tutti perchè non ha bisogno di parole e di spiegazioni. In questo modo è potente: supera confini e barriere producendo cambiamenti radicali. È sorprendente perché a differenza di altre forme di potere la gentilezza non può fare del male, ma solo del bene.

Esistono prove scientifiche a supporto del fatto che la gentilezza produce importanti benefici sia per chi la mette in atto, sia per chi la riceve.

Bisogna chiarire però che per gentilezza non si intende “diventare degli zerbini” o “essere falsamente cortesi”, come ad esempio quando non si dice quello che si pensa per paura o per convenienza.

 

Essere gentili significa praticare la pazienza, l’onestà, il senso di appartenenza, l’attenzione, la gratitudine, la capacità di perdonare. Recentemente, sul Journal of Consulting and Clinical Psychology, sono stati pubblicati i risultati di uno studio sistematico di 22 indagini scientifiche sui benefici della pratica di gentilezza. Lo studio, condotto dal professor Galante e dai suoi collaboratori, mostra come una regolare pratica di gentilezza, diminuisca i livelli di depressione, aumenti compassione, consapevolezza, benessere, salute e livello di interazione sociale.

La gentilezza è anche un’abilità che viene insegnata in alcune psicoterapie validate come la TFC (Compassion Focus Therapy) di Gilbert, l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) di Hayes e la DBT (Dialetical Beahvior Therapy) di Marsha Linehan.

Quanto più pratichiamo la gentilezza, anche con persone che non la meritano, soprattutto con persone che non la meritano, tanto più realizziamo che essere gentili con gli altri è anche essere gentili con noi stessi. In fondo è facile essere amorevoli con chi ci vuole bene. La vera sfida è provare ad esserlo con chi notiamo essere più distante da noi…e a volte la persona più distante da noi siamo noi stessi…

 

La gentilezza è la moneta del cuore. Non si è mai nè in debito nè in credito. Scegliamo di essere gentili perchè questo è il modo in cui vogliamo vivere la nostra vita, non perchè saremo ricompensati in qualche maniera. I nostri atti di gentilezza incondizionata sono completi in se stessi e scaturiscono quando ci diamo il permesso di farli scaturire, sono contagiosi più di una risata. Ci si può anche non credere…ma provarci a partire da qui e ora, non costa nulla.

La gentilezza può davvero cambiare noi stessi e gli altri…